Marcella Frangipane, la prima donna italiana della National Academy of Sciences

La studiosa, il cui nome è indissolubilmente legato allo scavo di Arsalntepe in Turchia, è anche l’unica ad aver ricevuto questo riconoscimento in ambito umanistico. Marcella Frangipane, docente di Archeologia preistorica e protostorica della Sapienza, è stata eletta membro straniero della National Academy of Sciences, in occasione del meeting annuale che coincideva quest’anno con il 150 anniversario dell’istituzione americana.

Tra i 400 membri stranieri – di cui 200 sono premi nobel – che fanno parte della prestigiosa istituzione, solo 7 erano gli italiani presenti, tra cui il fisico della Sapienza, Giorgio Parisi: l’archeologa diventa ora l’unica straniera che abbia ricevuto questo riconoscimento in ambito umanistico e l’unica italiana donna mai ammessa in assoluto.

La storia di Marcella Frangipane è indissolubilmente intrecciata con quella dello scavo di Arlantepe, in Turchia orientale, sito più volte celebrato e che ha contribuito a gettare luce non solo sulla storia della regione, ma anche su alcune tappe fondamentali delle origini delle nostre civiltà, in particolare la nascita della città e dello Stato. Molti degli eccezionali reperti portati alla luce sono stati protagonisti qualche anno fa di una mostra ai Mercati di Traiano a Roma. L’affascinante storia stratificata di quest’area è racchiusa nella lunghissima successione di abitati che, sovrapponendosi uno all’altro nel corso di millenni, hanno formato il tell di Arslantepe (che letteralmente vuol dire collina dei leoni), un’altura artificiale di circa 30 metri e con una superficie totale di 4 ettari. Arslantepe ha avuto un ruolo di centro politico ed economico durante quasi tutta la sua storia, controllando, sia pure con diversa capacità attrattiva a seconda dei momenti, il territorio circostante e gestendo i rapporti esterni.

La diffusione di questi risultati mediante numerose pubblicazioni e conferenze in ambito internazionale ha reso partecipe la comunità scientifica tutta ed è stata una delle motivazioni che ha indotto la National Academy of Sciences degli USA a cooptare Marcella Frangipane. “La nomina della collega Marcella Frangipane, è il riconoscimento internazionale del suo prestigio personale e dello spessore della scuola archeologica della Sapienza ” – sottolinea il rettore Luigi Frati – “e una conferma della sua tradizione di eccellenza pluriennale, che si esprime con missioni attive nelle principali aree mondiali di interesse archeologico”.

Focus – Il sito e la missione

Arslantepe, Malatya (Turchia) è posto su un tell (ossia collina artificiale) alto 30 m., formatosi per il sovrapporsi di numerosissimi abitati nel corso di millenni, situato a poca distanza dalle rive dell’Eufrate, non lontano dalle sue sorgenti tra le montagne dell’Anatolia.
Le attività di scavo iniziarono nel 1961 sotto la direzione di un grande maestro della Sapienza, Salvatore Puglisi, fondatore di una scuola di Paletnologia che applicava metodi di ricerca e teorie allora all’avanguardia, di cui il gruppo di Arslantepe è oggi continuatore (nel modo in cui bisogna esserlo, ossia innovando).
La missione archeologica della Sapienza ha lavorato a un progetto di musealizzazione del sito e dell’area dell’antico palazzo del IV millennio a.c. Grazie alla collaborazione e al supporto finanziario delle autorità turche, il Museo verrà aperto al pubblico proprio nella imminente primavera.

“Gli scavi ad Arslantepe” sottolinea Macella Frangipane “dimostrano come l’archeologia attraverso lo studio dei processi di cambiamento sociale, sia, o possa essere, una disciplina che non solo studia il nostro passato, ma anche permette una maggiore comprensione del nostro presente”.

Gli scavi iniziarono perché il sito era noto per la presenza di livelli Ittiti e Neo-Ittiti, rappresentati tra l’altro da una porta monumentale di accesso alla città fiancheggiata da due leoni in pietra (il nome Arslan-tepe vuol dire appunto Collina dei Leoni). Col proseguire e ampliarsi degli scavi, la straordinaria sequenza di livelli pre- e protostorici del IV e III millennio a.C. e i ritrovamenti di inaspettata importanza hanno permesso di ricostruire la storia di questo insediamento e di tutta la regione alla periferia della Mesopotamia. Ma soprattutto hanno gettato luce sui processi di sviluppo rilevanti anche per la storia delle nostre stesse civiltà: la nascita delle prime forme di potere centrale, la nascita dello Stato e della burocrazia, del controllo economico della comunità, delle gerarchie sociali, del lavoro “dipendente” e delle prime forme di guerra organizzata.
Una delle scoperte più importanti è stata quella di un grande complesso monumentale in mattoni crudi della fine del IV millennio, il primo esempio conosciuto (e ben conservato) di “palazzo” pubblico, in cui si svolgevano cerimonie di culto, transazioni economiche e amministrative, redistribuzioni di alimenti e forme di commensalità pubblica con valore certamente di collante sociale e politico: il rinvenimento di migliaia di “cretule” (impressioni di sigillo su creta) ha fornito conoscenze nuove sui primi sistemi amministrativi e sulla nascita della burocrazia; armi, spade e punte di lancia, in rame arsenicato e con decorazioni ageminate d’argento, attestano l’eccezionale sviluppo della metallurgia e il primo esempio al mondo dell’uso della spada come arma. Le armi sono indizio di forme di conflitto profondo e di organizzazione per gestirlo: la mediazione tuttavia fallì e il palazzo venne distrutto da un violento incendio per non essere mai più ricostruito, e l’intero sistema socio-economico e politico fu destabilizzato. L’emblema del cambiamento è stato il ritrovamento della cosiddetta “Tomba Reale” di Arslantepe, in cui era sepolto un capo guerriero con molte armi e un ricchissimo corredo di oggetti in metallo: sulla tomba in pietra, ricavata all’interno di una grande fossa, erano stati sepolti 4 adolescenti sacrificati, la più antica testimonianza di sacrifici umani sulla tomba di un capo. Lo studio antropologico dei resti ossei, in combinazione con lo studio degli oggetti, ha permesso di acquisire conoscenze importanti per l’interpretazione di questa sepoltura. Il quadro che emerge, palazzo, fortificazione, cittadella alta, armi ecc, indica che nel III millennio a.C. avvenne un cambiamento epocale nella gestione del potere, ormai fondamentalmente politico e “militare”, e molto meno invasivo nella vita economica della comunità.
La storia di Arslantepe e di questa regione al confine tra mondo mesopotamico, Anatolia e Caucaso, continua con alterne vicende fino alla conquista della città verso il 1500 a.C. da parte dell’impero Ittita in espansione.

Fonte: ufficio stampa Sapienza

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