Cade il mito della “scienza femminista”

articolo di Marta Borgi, Elsa Addessi ed Elisabetta Palagi, Sapere, aprile 2012, p.30.

Il numero di donne che occupano ruoli accademici in campo scientifico è aumentato negli ultimi decenni. Sempre più donne scelgono infatti di intraprendere un percorso universitario nelle discipline scientifiche, specialmente nella biologia e nelle scienze biomediche, mentre le cosiddette “scienze dure”, come la chimica, la fisica e l’ingegneria, rimangono ancora settori a forte prevalenza maschile. Secondo l’ultimo rapporto della Commissione Europea (She Figures 2009), nel 2006 le donne rappresentavano più della metà della popolazione universitaria e il 45% dei dottori di ricerca. Questo risultato evidenzia come, dopo secoli di invisibilità, le donne abbiano attualmente accesso ai più alti livelli di istruzione….

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Nuove strategie contro il gender gap

articolo di Maria Luigia Paciello, Sapere, febbraio 2012, p.40.

Negli ultimi 15 anni l’Unione europea ha dedicato risorse specifiche per raccogliere dati, analizzare e affrontare il problema della sottorappresentazione delle donne nelle attività scientifiche. A partire dalla metà degli anni Novanta, la Commissione Europea ha sviluppato in maniera consistente i propri interventi in materia, compreso un apparato sempre più ampio di misure, iniziative e progetti. Ma tutte queste attività non hanno intaccato i fattori che limitano la parità effettiva tra uomini e donne nella scienza: questi fattori sono legati ai sistemi organizzativi e alla relazione tra individui e organizzazioni, che difficilmente possono essere modificati dall’adozione di singole misure. Per questo Genis Lab – un progetto europeo promosso e coordinato dalla Fondazione Giacomo Brodolini (FGB), della durata di 4 anni – propone un nuovo approccio sistemico e integrato alla questione della promozione delle pari opportunità nelle organizzazioni scientifiche. A mettersi in gioco saranno sei istituzioni scientifiche che, grazie al contributo dei tre  partner ‘tecnici’ – la FGB, l’Associazione Donne e Scienza (ADS) e il Centro internazionale di formazione dell’organizzazione Internazionale del Lavoro (ITC/ILO) – autovaluteranno le loro politiche di genere…

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L’evoluzione a sesso unico

articolo di Adriana Valente e Pierre Clement, Sapere, ottobre 2011, p.72

Quali immagini mostrano il percorso dell’evoluzione umana nei libri di testo scolastici?
Queste immagini veicolano conoscenza scientifica o anche valori impliciti? A questi due quesiti ha voluto dare una risposta il progetto europeo BIOHEADCitizen, il cui tema centrale è l’evoluzione umana, argomento tuttora non presente nei programmi scolastici di diversi paesi, anche europei. Utilizzando la stessa griglia di analisi per ogni paese, sono state analizzate le immagini relative al genere Homo di 30 libri di testo, rivolti a studenti da 7 a 19 anni, nei 12 paesi sui 18 partner di BIOHEAD-Citizen in cui viene insegnata l’evoluzione umana: Cipro (4 libri di testo), Estonia (2), Finlandia (2), Francia (4), Germania
(3), Ungheria (3), Italia (6), Libano (1), Lituania (2), Polonia (1), Romania (1), Senegal (1). Una seconda parte della ricerca è stata limitata alle immagini della specie Homo sapiens rappresentate negli alberi evolutivi (2).

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