D&S prende posizione a favore dei diritti delle donne: non tocchiamo l’aborto!

L’Associazione Donne e Scienza prende posizione contro l’annullamento  della sentenza Roe v. Wade  da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America. 
L’associazione ritiene che tale decisione limiti non solo il diritto delle donne all’autodeterminazione ma costituisca un vero pericolo per la salute collettiva. 
Ciò che è stato fatto favorisce solo le pratiche illegali e, colpendo in  particolar modo le fasce di popolazione più fragili e disagiate, crea ulteriori diseguaglianze. 
Donne e Scienza si unisce alle tante  proteste nazionali e internazionali  riportando, tra le tanti voci di dissenso, quanto scritto su Nature e la presa di posizioni  di UN Women. 

Nature editoriale del 24 giugno 
https://www.nature.com/articles/d41586-022-01775-z

Estratto da Nature 
The US Supreme Court has overturned the landmark Roe v. Wade decision that granted nationwide protection for abortion rights. Studies suggest that the reversal of the 50-year-old ruling will be detrimental for many. More than 800 scientists and several scientific organizations provided evidence to the court showing that abortion access is a crucial component of health care and is important for women?s equal participation in society. Last month, when the draft opinion was leaked, a Nature Editorial argued that the ruling would make the United States a grim outlier among comparable countries. ?Already, the United States claims the highest rate of maternal and infant mortality among wealthy nations. Should the court overturn Roe v. Wade, these grim statistics will only get worse,? 

UN Women Statement: Reproductive rights are women?s rights and human rights 
24 June 2022 
Reproductive rights are integral to women?s rights, a fact that is upheld by international agreements and reflected in law in different parts of the world. 
To be able to exercise their human rights and make essential decisions, women need to be able to decide freely and responsibly on the number and spacing of their children and to have access to information, education, and services. 
When safe and legal access to abortion is restricted, women are forced to resort to less-safe methods, too often with damaging or disastrous results?especially for women who are affected by poverty or marginalization, including minority women. 
The ability of women to control what happens to their own bodies is also associated with the roles women are able to play in society, whether as a member of the family, the workforce, or government. 
UN Women remains steadfast in our determination to ensure that the rights of women and girls are fully observed and enjoyed worldwide, and we look forward to continued evidence-based engagement with our partners everywhere in support of rapid progress towards universal enjoyment of universal rights. 
https://www.unwomen.org/en/news-stories/statement/2022/06/statement-reproductive-rights-are-womens-rights-and-human-rights

SUMMER CAMP LA NATURA DEL MARE

Donne e Scienza patrocinia l’evento a Rimini Riccione Cattolica, 22-25 giugno 2022

Una scuola estiva intensiva di formazione con discenti giovani universitari, professionisti e funzionari pubblici, mentre i docenti sono sì professori delle tre università patrocinanti a confronto con esperti in materie ecologiche, rappresentanti della cittadinanza attiva e dell’associazionismo, personalità acclarate di cultura ecologica, ambientale e sostenibile. Purché ciascuno esprima cultura di mare e sappia a sua volta trasferirla agli studenti selezionati. In tante modalità differenti. Dunque da ricerca e studio alle applicazioni concrete: per formare competenze nel saper riconoscere e prevenire i disastri che si perpetuano. L’obiettivo della Regione Emilia-Romagna e di tutti i promotori è infatti l’istituzione di un master multidisciplinare per connettere le Università col mondo del lavoro, creando specifiche figure professionali mirate alla salvaguardia dell’ambiente marino.

All’evento parteciperà per il CNR-ISMAR Mariangela Ravaioli nella  sessione Dar Voce al Mare.

La seconda edizione, a seguito dell’espresso gradimento degli studenti per la prima edizione 2021, si svolge tra il 22 e il 25 giugno a Rimini. Eventi collaterali, sempre di cultura di mare, sono pensati e aperti alle tre città – Rimini, Riccione e Cattolica – coinvolte in un tour altamente divulgativo, protagonista la conoscenza e la salvaguardia dell’ecosistema marino.

L’inaugurazione è il 22 giugno alle 10.00 al Lapidario Romano del Museo Tonini di Rimini. Filo conduttore di questa edizione “le donne per il mare”. Ad aprire i lavori l’intervento di Valentina Ridolfi, esperta in economia sostenibile, sul ruolo del mare per le attività intorno al turismo e la prolusione sui contenuti complessivi di questa edizione del coordinatore scientifico prof. Marco Zaoli. Seguirà una tavola rotonda coordinata da Alessandro Vanoli, storico e scrittore, sulle competenze, spesso femminili e appassionate, alla quale parteciperà tra le altre (tutte donne) Daniela Addis dell’associazione Generazione Mare, avvocata in diritto dell’Ambiente, oltre Mariangela Ravaioli (Ismar-Cnr/Donne e Scienza) nella  sessione Dar Voce al Mare.

    .Cos’è: un PERCORSO FORMATIVO DI 4 GIORNI che si tiene a Rimini, con eventi correlati a Riccione e Cattolica.

Docenti: 30 DOCENTI UNIVERSITARI ed ESPERTI specializzati sulle TEMATICHE DEL MARE, DELL’AMBIENTE, DELLE PLASTICHE vi introdurranno alla conoscenza delle dinamiche che stanno mettendo a rischio la salute del nostro mare e delle strategie che possono aiutare ad invertire queste dinamiche.

Destinatari: a GIOVANI UNDER 30 interessati alle tematiche ambientali.

Modalità di partecipazione: IBRIDA. Fino a 25 persone in presenza. Ulteriori partecipanti in modalità remota.

Costo: la partecipazione al corso è gratuita, fino a posti disponibili, anche per ospitalità in houseboat presso la Darsena di Rimini.

Genere Scienza e Società nel territorio

L’Associazione Donne e Scienza, quale referente di una Rete è stata selezionata come finalista del Forum Pa Challenge Premio “PA Sostenibile e Resiliente 2022”: le migliori iniziative che puntano a misurare, comunicare, formare e fare rete sui temi dello sviluppo sostenibile

E’ stata presentata un’azione sinergica pluriennale con numerosi soggetti “Costruzione di una rete per la formazione su alcuni temi dell’Agenda 2030, Educazione Stem, parità di genere, capitale umano”.  Sono staterealizzate azioni e prodotti per una istruzione di qualità e parità di genere che hanno raggiunto tante e diverse realtà: scuole di ogni ordine e grado, insegnanti, portatori d’interesse, gestori del territorio, pubblico generico adulto e esperto. Protagonisti: Associazione Donne e Scienza, Notte dei Ricercatori Next Society 2020 e 2021, Città Metropolitana di Bologna, Associazione Nuova Civiltà delle Macchine,  Media, Radioimmaginaria e Lepida Tv,  Enti di Ricerca  CNR, Area di Ricerca CNR di Bologna, Istituti Ismar, Isof, Isac, Irpps,  INGV –  Roma, Università di Bologna e Istituto ITEA “A. Olivetti” – Lecce. 

Parteciperemo alla premiazione il 17 giugno 16:45-18:00, Roma Auditorio della Tecnica via Tupini 66 (dettagli evento), per ricevere l’attestato. Per partecipare in presenza o da remoto registrarsi al  link partecipazione.

CATEGORIA: 4 Fare rete

AMBITI: Diseguaglianze, pari opportunità, inclusione,  capitale umano ed educazione

Hanno curato la presentazione: Mariangela Ravaioli, CNR ISMAR (BO), Mila D’Angelantonio, CNR  ISOF (BO), Sveva Avveduto  CNR  IRPPS (Roma),  Giuliana Rubbia  INGV (Roma), socie di Donne e Scienza.

Cosa abbiamo presentato

Donne&Scienza supporta il movimento femminista russo

Condividiamo e supportiamo l’appello delle Femministe Russe, pubblicato sul sito Jacobinitalia e segnalato il 1 marzo su Rai3. 

Il movimento femminista russo, uno dei pochi a non essere stato devastato dalla repressione statale, invita a diffondere questo appello all’azione per contrastare l’occupazione dell’Ucraina
Quello che segue è un appello delle femministe russe che si sono unite contro l’occupazione e la guerra in Ucraina. Il femminismo è uno dei pochi movimenti di opposizione nella Russia contemporanea a non essere stato devastato dalle ondate di persecuzione lanciate dal governo di Vladimir Putin. Al momento, diverse dozzine di gruppi femministi di base operano in almeno trenta città russe. In questo testo, le femministe che prendono parte a manifestazioni contro la guerra in tutto il paese invitano le femministe di tutto il mondo a unirsi per opporsi all’aggressione militare lanciata dal governo di Putin.
Il 24 febbraio, intorno alle 5:30 ora di Mosca, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato un’«operazione speciale» sul territorio dell’Ucraina per «denazificare» e «smilitarizzare» questo stato sovrano. L’operazione era in preparazione da tempo. Per diversi mesi le truppe russe si sono spostate fino al confine con l’Ucraina. Nel frattempo, la dirigenza del nostro paese negava ogni possibilità di attacco militare. Ora sappiamo che si trattava di una menzogna

La Russia ha dichiarato guerra al suo vicino. Non ha concesso all’Ucraina il diritto all’autodeterminazione né alcuna speranza di una vita pacifica. Dichiariamo, e non per la prima volta, che la guerra è stata condotta negli ultimi otto anni su iniziativa del governo russo. La guerra nel Donbas è una conseguenza dell’annessione illegale della Crimea. Crediamo che la Russia e il suo presidente non siano e non siano mai stati preoccupati per il destino delle persone a Luhansk e Donetsk, e il riconoscimento delle repubbliche dopo otto anni è stato solo una scusa per l’invasione dell’Ucraina con il pretesto della liberazione.

Come cittadine russe e femministe, condanniamo questa guerra. Il femminismo come forza politica non può essere dalla parte di una guerra di aggressione e occupazione militare. Il movimento femminista in Russia lotta per i soggetti più deboli e per lo sviluppo di una società giusta con pari opportunità e prospettive, in cui non ci può essere spazio per la violenza e i conflitti militari. Guerra significa violenza, povertà, sfollamenti forzati, vite spezzate, insicurezza e mancanza di futuro. Tutto ciò è inconciliabile con i valori e gli obiettivi essenziali del movimento femminista. La guerra intensifica la disuguaglianza di genere e mette un freno per molti anni alle conquiste per i diritti umani. La guerra porta con sé non solo la violenza delle bombe e dei proiettili, ma anche la violenza sessuale: come dimostra la storia, durante la guerra il rischio di essere violentata aumenta di molto per qualsiasi donna. Per questi e molti altri motivi, le femministe russe e coloro che condividono i valori femministi devono prendere una posizione forte contro questa guerra scatenata dalla leadership del nostro paese.

La guerra in corso, come mostrano i discorsi di Putin, è anche combattuta all’insegna dei «valori tradizionali» dichiarati dagli ideologi del governo, valori che la Russia avrebbe deciso di promuovere in tutto il mondo come missione, usando la violenza contro chi rifiuta di accettarli o intende mantenere altri punti di vista. Chiunque sia capace di pensiero critico comprende bene che questi «valori tradizionali» includono la disuguaglianza di genere, lo sfruttamento delle donne e la repressione statale contro coloro il cui stile di vita, autoidentificazione e azioni non sono conformi alle ristrette norme del patriarcato. La giustificazione dell’occupazione di uno stato vicino con il desiderio di promuovere norme così distorte e perseguire una «liberazione» demagogica è un altro motivo per cui le femministe di tutta la Russia devono opporsi con tutta la loro forza a questa guerra.

Le femministe sono una delle poche forze politiche attive in Russia. Per molto tempo le autorità russe non ci hanno percepito come un movimento politico pericoloso, e quindi rispetto ad altri gruppi politici siamo state temporaneamente meno colpite dalla repressione statale. Attualmente più di quarantacinque diverse organizzazioni femministe operano in tutto il paese, da Kaliningrad a Vladivostok, da Rostov-on-Don a Ulan-Ude e Murmansk. Chiediamo ai gruppi femministi russi e alle singole femministe di unirsi alla Resistenza femminista contro la guerra e unire le forze per opporsi attivamente alla guerra e al governo che l’ha iniziata. Chiediamo anche alle femministe di tutto il mondo di unirsi alla nostra resistenza. Siamo tante e insieme possiamo fare molto: negli ultimi dieci anni, il movimento femminista ha acquisito un’enorme forza mediatica e culturale. È tempo di trasformarla in potere politico. Siamo l’opposizione alla guerra, al patriarcato, all’autoritarismo e al militarismo. Siamo il futuro che prevarrà.

Chiediamo alle femministe di tutto il mondo:
– Di partecipare a manifestazioni pacifiche e lanciare campagne offline e online contro la guerra in Ucraina e la dittatura di Putin, organizzando le proprie azioni. Sentitevi libere di usare il simbolo del movimento femminista di resistenza contro la guerra nei vostri materiali e pubblicazioni, così come gli hashtag #FeministAntiWarResistance e #FeministsAgainstWar.
– Di diffondere informazioni sulla guerra in Ucraina e sull’aggressione di Putin. Abbiamo bisogno che il mondo intero sostenga l’Ucraina e si rifiuti di aiutare in alcun modo il regime di Putin.
– Di condividere questo appello con altre. È necessario dimostrare che le femministe sono contrarie a questa guerra e a qualsiasi tipo di guerra. È anche fondamentale far vedere che ci sono ancora attiviste russe pronti a unirsi per opporsi al regime di Putin. Siamo tutte a rischio di persecuzione da parte dello stato e abbiamo bisogno del vostro appoggio.