Curiosità, creatività, sperimentazione: per una scienza libera da condizionamenti di genere

Venerdì 10 giugno – ore 11
Sala 216 – Centro Congressi Area della Ricerca CNR INAF
Via Gobetti 101 – Bologna (capolinea bus 87)

La scienza richiede disposizione e interesse alla ricerca, curiosità, motivazione e coraggio di sperimentare: caratteristiche ben presenti nelle ragazze di oggi. Non sembrano però superati quegli ostacoli tra ‘desiderio di realizzare’ e ‘permesso di fare’ che, minando autostima, limitano la scelta dei percorsi scientifici delle donne. Come valorizzare questi talenti per il bene della scienza stessa?

Nell’ambito del progetto “Area della Ricerca di Bologna” di stage estivi SperimEstate, Lucia Martinelli, membro del direttivo dell’Associazione Donne e Scienza e dell’European Platform of Women Scientists, terrà un seminario introduttivo sulla questione di genere nella scienza.

Locandina

 

L’Italia sostenibile: idee e azioni per il futuro. Bologna, 20-21 maggio 2016

Il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) – ISMAR (Istituto di Scienze MARine) di Bologna, con il supporto dellaRegione Emilia-Romagna e di Aster, ha organizzato il convegno dal titolo “L’italia sostenibile. Idee e azioni per il futuro” che si terrà a Bologna i prossimi 20 e 21 maggio.

Il convegno mira a individuare proposte concrete e immediatamente applicabili per affrontare le sfide del futuro nella Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile, focus di best practice è la Regione Emilia-Romgana e gli esempi concreti di successo sul territorio, percorsi sostenibili al fine di rendere le sfide della COP 21 realizzabili e delineare le tappe necessarie per disegnare azioni e strategie dello sviluppo economico e ambientale nei prossimi decenni. L’evento terminerà con il documento condiviso “L’Agenda 2030 di Bologna” su clima e sostenibilità ambientale, con gli intenti per affrontare le sfide comuni.

All’interno di questo convegno è stato organizzato per venerdì 20 maggio il workshopEducazione e formazione per la salvaguardia ambientale e lo sviluppo sostenibile” in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia-Romagna. Il workshop vuole condividere azioni ed esempi per individuare percorsi che coinvolgano gli insegnanti, le scuole e i portatori di interesse, ma soprattutto i formatori del futuro per creare una nuova Strategia Energetica e Ambientale Nazionale partendo dall’Educazione Ambientale, materia obbligatoria dall’a.s. 2015/2016.

Il workshop schedulato dalle ore 10 alle 17 è suddiviso in due momenti: una sessione mattutina dedicata a dirigenti scolastici e studenti in cui interverrà Milena Bertacci con una “Riflessione su percorsi di educazione ambientale nelle scuole”, e saranno presentate Le pratiche didattiche e le esperienze sul campo di Educazione Ambientale e Sviluppo sostenibile di cinque istituti emiliano-romagnoli. La sessione pomeridiana, dedicata a dirigenti scolastici, insegnanti, rappresentanti della scuola, ricercatori e promotori di iniziative ambientali vede il succedersi di diversi relatori tra cui Luca Mercalli, presidente S.M.I., Andrea Segrè, Unibo-Fico, Margherita Venturi, Unibo e Claudio Bergianti, USR Emilia-Romagna.

La registrazione si effettua esclusivamente online sul sito CNR: clicca qui per iscriverti, entro il 18 maggio.

Sito dove è disponibile la documentazione e la registrazione all’evento
http://www.bo.cnr.it/convegno-italia-sostenibile/

Lettera aperta sull’integrazione della maternità, della genitorialità nel Decreto Ministeriale –Assunzioni- Legge di Stabilità 2016

I Comitati Unici di Garanzia (CUG) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e l’Associazione Donne e Scienza, impegnata sia a livello nazionale, che europeo alla costruzioni di politiche di gender mainstreaming nelle istituzioni di ricerca pubbliche e private, vogliono portare alla Vostra attenzione un elemento importante non preso in considerazione nel recente Decreto Ministeriale –Assunzioni- Legge di Stabilità 2016 del 26 febbraio 2016. Il DM inerente l’assunzione di giovani ricercatori negli enti di ricerca, all’Art1, comma 5, definisce giovani studiosi “i soggetti che abbiano conseguito un PhD da non più di 5 anni”. In nessun punto del DM si menziona che tale periodo può essere esteso per tener conto della genitorialità o di particolari problemi di salute.

Tale criterio non tiene in alcun conto:

• la maternità, come definita dalla normativa italiana sia per personale dipendente con contratti a tempo determinato, che per assegnisti e dottorandi (vedi D.Lgs. 26 marzo 2001 n. 151, DM del lavoro e della previdenza sociale del 12 luglio 2007 sulla tutela della maternità, nota MIUR 10331/2011 ). In tale contesto quindi, ogni donna, che porta avanti una maternità ‘fisiologica’, cumulando 5 mesi di congedo obbligatorio, e durante il primo anno di vita del bambino, fa fatica a tenere il passo con la produttività di chi non è impegnato nel carico di cura genitoriale;

• la genitorialità: un analogo discorso è applicabile in misura proporzionale anche ai padri in regime di congedo parentale;

• la tendenza europea che

– da un parte definisce i criteri di elegibilità per i bandi europei tenendo conto della maternità (18 mesi per ogni figlio/a) ( ad esempio il bando ERC – elegibility criteria –pag17 https://erc.europa.eu/sites/default/files/document/file/ERC_Work_Programme_2016.pdf

e

– dall’altra vede nell’incentivazione della presenza femminile a tutti i livelli della ricerca uno degli obiettivi futuri e necessari per uno sviluppo della stessa (vedi http://ec.europa.eu/research/participants/data/ref/h2020/grants_manual/hi/gender/h2020-higuide-gender_en.pdf);

• le assenze prolungate (e relativi periodi di mancanza di produttività) legate a documentati problemi di salute.

Al fine di rispettare il lavoro delle donne tutte e di incentivare la presenza femminile nella ricerca (tenuto presente che oggi in Italia le donne che conseguono il dottorato sono in numero maggiore degli uomini, ma il loro numero crolla nel momento delle assunzioni nei posti di ruolo sia nell’Università, che nella Ricerca, vedi https://ec.europa.eu/research/swafs/index.cfm?pg=library&lib=gender_equality) si richiede di integrare la definizione di cui all’Art. 1, comma 5, estendendo il periodo di 5 anni per tener conto della maternità e del congedo parentale, nelle modalità ritenute più opportune dal legislatore con indicazione unica per tutti gli Enti di Ricerca. Va altresì incluso il riconoscimento di periodi di malattia, per tutelare coloro che abbiano sofferto di problemi di salute nel lasso temporale considerato.

Un esempio di tale integrazione potrebbe essere: “Tale limite di cinque anni potrà essere esteso nei casi di seguito elencati, che dovranno essere opportunamente documentati nella domanda di partecipazione al concorso: in caso di maternità: di 18 mesi per figlio avuto prima o dopo il PhD; in caso di congedo parentale: del periodo pari alla durata del congedo utilizzato per ogni figlio; in caso di lunga degenza ospedaliera, di lunga malattia oltre i 90 giorni: di un periodo pari alla durata di ogni singolo evento considerato.”

CUG del Consiglio Nazionale delle Ricerche
CUG dell’Istituto Nazionale di Astrofisica
CUG dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare
CUG dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Associazione Donne e Scienza

11.03.2016

Premio Molfino per la ricerca sulla violenza contro le donne

Anche quest’anno la famiglia e gli amici di Francesca Molfino vogliono dare un premio di laurea e una borsa di ricerca a giovani che hanno conseguito una laurea e vogliano fare ricerca sul tema della violenza contro le donne.

Bando di concorso per l’assegnazione di una borsa di ricerca/studio annuale di € 3.000,00 alla memoria di Francesca MOLFINO, avente per oggetto l’incentivazione della ricerca scientifica nel campo della violenza contro le donne.

Bando di concorso per il conferimento per l’anno 2016 di un premio di laurea di € 1.500 euro, promosso alla memoria di Francesca MOLFINO destinato a un/a laureato/a delle Facoltà di Medicina, Psicologia, Sociologia, Lettere, Filosofia, Statistica, Pedagogia, Scienze Politiche, di Università italiana che abbia presentato la miglior tesi di laurea specialistica/magistrale sull’argomento relativo alla violenza contro le donne.