Chi siamo

Consiglio delle responsabili

Sveva Avveduto presidente –  Consiglio Nazionale delle Ricerche Roma

Giuliana Rubbia vicepresidente Fisica – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

Monica Zoppè tesoriera – Biologa – Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa

Silvana Badaloni – Fisica – Facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova

Lucia Martinelli – Museo delle Scienze di Trento

Elisa Molinari – Fisica – Università di Modena e Reggio Emilia

Maria Luigia Paciello – Fisica – Istituto Nazionale Fisica Nucleare, Roma

Responsabili precedenti

Franca Albertini 

Alessandra Allegrini

Anna Maria Aloisi 

Anita Calcatelli

Patrizia Colella 

Mila D’Angelantonio 

Bice Fubini

Letizia Gabaglio

Cristina Mangia

Mariangela Ravaioli 

Simona Ronchi della Rocca

Flaminia Saccà

Maria Laura Scarino

Fiorenza Scotti

Annamaria Tagliavini

Paola Urso

Flavia Zucco

 

Convegno Donne e Scienza 2017 – Roma, 30 novembre – 1 dicembre

Roma, Sala Giacomello del CNR, P.le Aldo Moro 7

QUESTIONI DI GENERE: LE PAROLE DELLA SCIENZA

PROGRAMMA

Giovedì 30 novembre, 15.00 – 18.30

h 15.00 APERTURA CONVEGNO

Saluti istituzionali: Gilberto Corbellini, CNR Direttore del Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale.

Saluti e introduzione: Cristina Mangia, Presidente Associazione Donne e Scienza

SESSIONE 1: Questioni di genere: cosa pensano le nuove generazioni

Comitato scientifico: S. Avveduto, G. Rubbia, M. Paciello, L. Martinelli, M. D’Angelanonio

h 15.20 Relazione introduttiva “La visione dei ragazzi e delle ragazze delle scuole superiori sulle pari opportunità e gli stereotipi nella scienza”. Sveva Avveduto, CNR Irpps, Responsabile per il CNR Progetto Europeo GENERA.

15.40 Visione dei video prodotti nel progetto GENERA dalle scuole superiori. Cosa pensano le nuove generazioni

Modera: Mariella Paciello, INFN, Roma.

16.10 Tavola rotonda sui video

Modera: Lucia Martinelli, Muse, Trento.

Partecipano: Patrizia Colella, Dirigente Scolastica, Lecce; Maria Rosaria Masullo, INFN, Napoli; Serenella Molendini, Presidente Associazione CreIS; Lucio Pisacane, CNR, Irpps, Roma; Sara Sesti, insegnante di Matematica, Università delle Donne, Milano.

Insegnanti, educatrici, esperte/i e alcune nostre socie discuteranno i filmati, che riflettono il pensiero e l’atteggiamento che si respira a scuola in merito alle questioni di genere.

h 17.30 RELAZIONI SELEZIONATE 

Modera: Mila D’Angelantonio, CNR Isof, Bologna

Maria Carmela Agodi, Anna Merinio, Ilenia Picardi, Università di Napoli Federico II – Osservatorio di genere sull’università e la ricerca, “Il labirinto di cristallo: un percorso di riflessività per le studentesse e le donne nella ricerca”.

Rita Assogna, Donne e Scienza e ITWIIN, Pamela Minasso, ITWIIN, “Donne nella scienza, un settore dominato dagli uomini?

Valentina Guerrini, Università di Firenze, Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia, “Donne e discipline STEM. Tra stereotipi e promozione di capabilities

Eleonora Severini, Sapienza Università di Roma, Dipartimento di Filosofia, “Donne, scienza e filosofia: la prospettiva femminista in epistemologia

Cristina Mangia, CNR Isac, Mariangela Ravaioli, CNR Ismar , Giuliana Rubbia, INGV, “Le dimensioni di genere nella ricerca scientifica ambientale

18.30 Chiusura della giornata

Venerdì 1 dicembre, 9.30 – 13.00

SESSIONE 2: Questioni di genere nelle Istituzioni Accademiche e di Ricerca

Comitato scientifico: M. Zoppè, S. Badaloni, M. Ravaioli, G. Rubbia

9.30 Relazione introduttivaParità di Genere: è cambiato qualcosa nelle Istituzioni accademiche e di ricerca? Esperienza dei Progetti Europei e ruolo dell’AssociazioneSilvana Badaloni, Università di Padova.

9.15 Dai Progetti Europei, Interventi di 10’

Modera: Giuliana Rubbia, INGV, Roma

GENERAIlaria di Tullio, CNR Irpps, Roma

GenisLabFlavia Zucco, Associazione Donne e Scienza

GenderTimeSilvana BadaloniLorenza Perini, Università di Padova

◦ GENOVATE – Ilenia Picardi, Università di Napoli

TRIGGERGiovanna Declich, ASDO, Roma

10.15 Sui Progetti Europei – Interventi di 10’

◦ Messaggio di saluto Claudine Hermann, Presidente EPWS, Bruxelles

Helsinki Group Nicoletta Palazzo, CNR, Genova

◦ Dipartimento Pari Opportunità – Marino di Nardo, Roma

◦ APRE – Mara Gualandi, Roma

10.45 Intervallo

11.00 Discussione a gruppi

Coordina: Monica Zoppè, CNR Ifc, Pisa – Discussione sui temi estratti dalle relazioni tramite parole chiave.

11.45 Sessione plenaria (risultato dei tavoli)

Le discussioni dei gruppi vengono sintetizzate dalle singole portavoce dei gruppi nella sessione plenaria.

12.10 Quali possibili interventi parlamentari. Incontro con l’On.le Elena Gentile, Parlamentare Europea.

12.30 Conclusioni Cristina Mangia, CNR Isac, Lecce, Presidente uscente.

Seguirà nel pomeriggio del 1 dicembre: 14.30-16.30

Assemblea delle socie e rinnovo cariche

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E’ il pregiudizio a tenere lontane le donne dalle scienze astratte

Nei giorni scorsi Piergiorgio Odifreddi in un articolo sul talento delle donne per la scienza metteva in relazione due serie di informazioni, ovvero il numero di nobel alle donne e il ‘grado di astrazione’ delle discipline in cui sono stati conseguiti, per concludere che esiste “Una progressione discendente, che sembra indicare come l’attitudine femminile sia direttamente proporzionale alla concretezza e indirettamente proporzionale all’astrazione”.

Siamo d’accordo con quanto espresso dal Gruppo di lavoro Pari Opportunità dell’Unione Matematica Italiana: trascurare il contesto di riferimento nell’analisi di dati può essere molto rischioso. Nella correlazione tra le due serie di informazioni Odifreddi trascura (potremmo dire ingenuamente) i pregiudizi storici, che hanno sistematicamente impedito alle donne l’accesso al mondo della scienza, confermati dai dati di accesso all’istruzione scientifica nel tempo. Dopo essere state bandite per secoli dalla fruizione e produzione del sapere, in particolare quello scientifico e tecnologico, è solo da metà dell’Ottocento che le donne hanno cominciato la difficile scalata all’istruzione superiore, come ha dimostrato la storica della scienza Paola Govoni. L’Università di Oxford concesse il titolo legale alle donne solo nel 1920. Nel mondo di lingua tedesca fu l’Università di Zurigo la prima, nel 1867, a consentire l’iscrizione alle donne.

Le poche donne che hanno potuto emergere in passato ci sono riuscite grazie all’apertura mentale di istituzioni o singole persone. Il talento di Marie Curie ha potuto esprimersi grazie alla combinazione di diversi fattori: la sua tenacia, che le permise di non arrendersi ai pregiudizi del suo paese, la Polonia, che vietava l’accesso delle donne alle università; la “parziale” apertura delle istituzioni scientifiche francesi e la mente scevra di pregiudizi di Pierre Curie.

Anche la storia di Ada Lovelace insegna che il talento delle donne riesce ad esprimersi dove le circostanze non impediscono accesso al sapere di base, particolarmente importante nelle materie scientifiche. Fortunatamente molto è cambiato per le donne, ma discriminazioni e pregiudizi non sono scomparsi e ritornano in forme più sottili e subdole. E’ del 1999 l’indagine interna sulle discriminazioni di genere al prestigioso e meritocratico Massachussets Institute of Technology. E’ del 2014 l’indagine pubblicata sulla rivista scientifica Plos One che dimostra come comportamenti equivoci, molestie e abusi sessuali siano un rischio concreto per le scienziate che lavorano sul campo. E’ del 2015 l’ultimo rapporto europeo “She figures” che fotografa le difficoltà delle donne nella scienza europea.

Sono anche questi gli ambienti “concreti” in cui maturano le eccellenze da nobel e in cui le donne dovrebbero esprimere il proprio talento. La questione è complessa, e lo sa bene la Commissione Europea che da anni finanzia progetti per indurre cambiamenti strutturali nelle istituzioni scientifiche per il raggiungimento di una equità di genere.

Ora, ritornando alle due serie di informazioni considerate da Odifreddi, avendo in mente la serie storica dell’accesso all’istruzione scientifica e la lenta e faticosa ascesa delle donne negli ambienti accademici, potremmo molto facilmente ipotizzare che le donne siano riuscite ad emergere negli ambienti disciplinari con meno pregiudizi nei loro confronti e quindi che nei settori più “astratti” questi pregiudizi sono più duri a morire!

Varrebbe la pena di indagare questa ipotesi a partire dalla risposta di Odifreddi che sceglie come interlocutore l’unico uomo nel gruppo firmatario della lettera a lui rivolta, e non il primo nome come da prassi scientifica e non scientifica.

Statuto

Allegato “A” al n.28224/9343 di Repertorio

Art. 1) DENOMINAZIONE – SEDE – DURATA – È costituita una Associazione culturale senza scopo di lucro sotto la denominazione “Donne e Scienza” .
La durata dell’ Associazione è a tempo indeterminato.
La sede dell’Associazione è in Roma Corso Vittorio Emanuele n. 154.
L’Associazione è disciplinata dagli articoli 36, 37 e 38 del Codice Civile e dalle altre norme in vigore, in particolare le norme di cui al Decreto Legislativo 4 dicembre 1997 n. 460.

Art. 2) FINALITA’ E SCOPI – L’Associazione ha struttura democratica e non ha scopo di lucro.
Finalità dell’Associazione è quella di promuovere, attraverso la ricerca e la riflessione, la documentazione e le relative pubblicazioni, la trasmissione e la comunicazione, la partecipazione delle donne alla ricerca scientifica sia quantitativamente che qualitativamente.
In particolare essa si propone di:
a) operare per la costruzione di una rete italiana per lo scambio di informazioni, progetti e iniziative su scala nazionale e internazionale, con particolare riferimento ai paesi appartenenti alla Comunità Europea;
b) raccogliere il materiale documentario utile per conoscere la situazione delle donne attive nella ricerca scientifica sia pubblica che privata, le normative e le politiche relative;
c) promuovere ricerca, organizzare convegni, dibattiti e iniziative atte a approfondire e diffondere la conoscenza degli aspetti inerenti la soggettività e l’esperienza femminili nella pratica della ricerca scientifica;
d) promuovere e organizzare la partecipazione delle ricercatrici italiane alle iniziative italiane e internazionali su questa materia.
Per il perseguimento dei propri scopi l’associazione potrà instaurare rapporti di collaborazione con altre Associazioni od organizzazioni, sia pubbliche che private, aventi finalità analoghe o complementari.

Art. 3) PATRIMONIO ED ENTRATE – Il patrimonio dell’ Associazione è costituito dalle quote annuali versate dalle socie, da beni mobili e immobili che pervengano all’ Associazione a qualsiasi titolo, da elargizioni o contributi da parte di enti pubblici e privati o persone fisiche, dagli avanzi netti di gestione, dai beni acquistati con i proventi dell’attività dell’Associazione.
Il patrimonio così formato costituisce il fondo di dotazione dell’ Associazione.
L’ Assemblea annualmente stabilisce le quote di versamento minimo da effettuarsi una tantum all’atto dell’adesione all’Associazione, nonchè la quota annuale di rinnovata adesione, anche per ammontare differenziato, secondo la categoria di partecipazione delle associate come precisato al successivo articolo 4.
L’Assemblea, o, in caso di urgenza il Consiglio delle Responsabili, può determinare, in caso di particolari necessità, il versamento di somme in via straordinaria; l’associata che non intenda aderire ha diritto di recedere dall’Associazione, fermo restando l’obbligo dei versamenti ordinari sopra specificati.
I versamenti non sono rivalutabili nè ripetibili in alcun caso.
L’associata receduta, decaduta o dimissionaria, o gli eredi della associata defunta non hanno diritto a ripetere le quote versate, sia in via ordinaria che straordinaria. Resta il diritto alla restituzione per le somme versate a titolo di prestito anche infruttifero alla Associazione; il diritto al rimborso dovrà risultare dal titolo.
Il versamento non crea altri diritti di partecipazione e, segnatamente, non crea a nessun titolo quote indivise di partecipazione trasmissibili a terzi.
Per le attività accessorie sarà tenuta una separata contabilità, nel rispetto del D.Lvo. n.460/1997.

Art. 4) ASSOCIATE – Le associate si distinguono in quattro categorie:
Socie fondatrici, Socie ordinarie, Socie sostenitrici, Socie di settore.
– sono Socie fondatrici coloro che hanno partecipato all’atto costitutivo o che, avendone fatto precedente richiesta, sono state accettate come socie fondatrici in sede di costituzione della Associazione;
– sono socie ordinarie coloro che hanno, tra l’ altro, promosso e collaborato negli anni alla attività del gruppo informale “Donne e Scienza”.
– sono socie sostenitrici coloro che contribuiscono economicamente alla vita sociale di “Donne e Scienza” e ne appoggiano progetti e attività.
– sono socie di settore coloro che investono energie e/o risorse in singoli progetti o settori di attività dell’ Associazione.
Ciascuna associata è tenuta al versamento di una quota annua di adesione.
Ciascuna associata, a qualsiasi categoria appartenga ha diritto di elettorato attivo e passivo e comunque diritto di voto in assemblea su qualsiasi argomento all’ordine del giorno.

Art. 5) AMMISSIONE – PERDITA DELLA QUALITA’ DI SOCIA – L’ammissione di nuove socie ordinarie, sostenitrici, di settore avviene su presentazione di una o più socie o per autocandidatura; la competenza sull’ammissione spetta al Consiglio Delle Responsabili che delibera con il voto favorevole unanime delle componenti presenti al Consiglio. Il Consiglio ne dà comunicazione all’assemblea alla prima successiva riunione.
La qualità di socia si perde per morte, dimissioni o decadenza e per la causa di recesso indicata al superiore articolo 3. La decadenza è pronunciata dal Consiglio delle Responsabili nei riguardi di quella socia che non abbia provveduto ai versamenti obbligatori nei riguardi della Associazione per almeno tre anni; la decadenza è comunicata dal Consiglio alla assemblea nella prima successiva riunione.
Le quote obbligatorie versate alla Associazione non sono ripetibili dalle socie dimissionarie, recedute o decadute nè dagli eredi delle socie defunte.

Art. 6) ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE – Sono Organi dell’ Associazione:
– L’ Assemblea
– Il Consiglio delle Responsabili
– La Presidenza, che è composta dalla Presidente e dalla Vicepresidente.

Art. 7) ASSEMBLEA – L’ Assemblea è costituita da tutte le socie ed è l’organo sovrano dell’ Associazione.
L’Assemblea deve essere convocata almeno una volte l’ anno per l’ approvazione del bilancio e, quando necessario per il rinnovo delle cariche sociali, entro il 30 aprile di ogni anno.
L’assemblea:
– indica le linee generali della attività della Associazione;
– delibera in merito alle modifiche dello statuto,
– delibera in merito allo scioglimento dell’ Associazione e la devoluzione del suo patrimonio, nel rispetto di quanto indicato al successivo articolo 12;
– approva i bilanci;
– elegge il Consiglio delle Responsabili, nel cui ambito designa la Presidente, la Vice-Presidente e la Tesoriera;
– delibera o esprime pareri in merito ad ogni argomento che le sia sottoposto dal Consiglio delle Responsabili.
L’Assemblea è convocata dalla Presidente in tutti i casi previsti dal presente Statuto e ogni qualvolta ella lo ritenga opportuno, oppure quando ne sia fatta richiesta da almeno 10 (dieci) socie, siano esse fondatrici, ordinarie, sostenitrici o di settore, o da un terzo delle componenti del Consiglio delle Responsabili.
La convocazione è fatta con lettera semplice, fax o e mail e comunque in ogni forma scritta di cui sia possibile ottenere la prova della ricezione, almeno otto giorni prima del giorno fissato per la riunione o, in caso di urgenza, mediante telegramma o fax almeno tre giorni prima di quello fissato per la riunione.
L’Assemblea è validamente costituita e atta a deliberare qualunque sia il numero delle socie presenti.
Ogni socia ha diritto a un voto, esercitabile anche mediante delega. La delega può essere conferita solo a un’altra socia che non sia componente del Consiglio delle Responsabili.
Ciascuna delegata non può essere portatrice di più di due deleghe.
Le deliberazioni sono assunte a maggioranza semplice delle socie presenti in proprio o per delega.
E’ ammesso il voto per corrispondenza. In tale caso a ciascuna socia deve essere inviata unitamente all’ordine del giorno una precisa relazione sugli argomenti ed i relativi quesiti; nel computo dei voti si terrà conto delle dichiarazioni di voto espresse per corrispondenza su ciascun argomento.
Per le modifiche statutarie, ivi compreso la delibera concernente lo scioglimento della associazione, occorre il voto favorevole, espresso di persona o per delega o per corrispondenza della maggioranza delle associate.
L’ assemblea è presieduta dalla Presidente o dalla Vicepresidente; in loro assenza, da qualsiasi socia su designazione delle presenti.
L’ Assemblea nomina a ogni riunione una segretaria della seduta con il compito di redigere il verbale.

Art. 8) CONSIGLIO DELLE RESPONSABILI – Il Consiglio delle Responsabili è composto da un minimo di cinque a un massimo di quindici associate elette dall’ Assemblea. Il Consiglio delle Responsabili dura in carica tre esercizi sociali. Le componenti sono rieleggibili. Il Consiglio può nominare al suo interno una Tesoriera.

Art. 9) POTERI E COMPETENZE – Al Consiglio delle Responsabili compete l’ ordinaria amministrazione, la gestione dell’ Associazione e la realizzazione dei suoi scopi secondo gli indirizzi delineati dalla Assemblea. Il Consiglio compie tutti gli atti di ordinaria e straordinaria gestione per il funzionamento della Associazione. Delibera in merito alla ammissione e alla decadenza delle Socie.
Il Consiglio predispone il bilancio consuntivo e preventivo e lo sottopone quindi all’ approvazione dell’ Assemblea.
Anche per le delibere del Consiglio è ammesso il voto per corrispondenza, regolato come per l’Assemblea al superiore articolo 7.

Art. 10) PRESIDENZA – La Presidenza è costituita da una Presidente e da una Vicepresidente.
La rappresentanza legale dell’ associazione spetta alla Presidente e, in caso di sua assenza, alla Vicepresidente; la firma della Presidente attesta di per sè l’assenza o l’impedimento della Presidente. Le cariche di Presidente e Vicepresidente hanno durata di tre esercizi sociali.

Art. 11) ESERCIZIO SOCIALE – L’ esercizio sociale si chiude il 31 dicembre di ogni anno. I libri sociali e contabili dell’ Associazione sono visibili ad ogni associata che ne faccia motivata richiesta; le copie richieste sono fatte dall’ Associazione a spese della/del richiedente.
All’ Associazione è vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione, nonchè beni, fondi, riserve, donazioni ricevute durante la vita dell’Associazione, a meno che la destinazione e la distribuzione non siano imposte per legge.
Per le attività accessorie e non principali, sarà tenuta ai sensi di legge una contabilità separata, nel rispetto di quanto previsto dal T.U. n. 460/97.

Art. 12) SCIOGLIMENTO – DEVOLUZIONE DEL PATRIMONIO – In caso di scioglimento, per qualunque causa, dell’Associazione il patrimonio verrà devoluto, previa delibera assembleare ad altra Associazione o Ente avente finalità analoghe o affini, oppure a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo istituito con D.P.C.M. 26 settembre 2000, e salvo diversa destinazione imposta per legge.

Art. 13) CLAUSOLA COMPROMISSORIA – Qualunque controversia sorgesse in dipendenza dell’ interpretazione o esecuzione del presente Statuto, che possa formare oggetto di compromesso, sarà messa in giudizio di una arbitra, mediatrice amichevole, che giudicherà secondo equità e senza formalità di procedura, dando luogo a arbitrato irrituale. L’ arbitra sarà scelta di comune accordo dalle parti contendenti. In mancanza di accordo alla nomina dell’ arbitra sarà provveduto dal Presidente del Consiglio Notarile del Distretto ove ha sede l’Associazione.

Art. 14) RINVIO – Per disciplinare ciò che non sia previsto nel presente Statuto, si fa riferimento alle norme del Codice Civile in materia di Associazioni non riconosciute e alle altre leggi vigenti in materia in particolare al T.U. n. 460/97.

Art. 15) NORMA TRANSITORIA – Le socie Fondatrici, fino alla prima assemblea generale, da convocarsi entro la data del 30 aprile 2004 costituiscono il Consiglio delle Responsabili, cui competono oltre ai poteri di cui al presente statuto, anche le funzioni di comitato promotore e quindi il compito di diffondere il presente atto, sollecitare e ricevere le adesioni delle nuove associate.

firmato:
Maria Flavia ZUCCO – Daniela MINERVA – Francesca MOLFINO – Elisa MOLINARI – Anna Maria GARBESI – Maria Emanuela VESCI (Notaio)