Concorso “Donne e ricerca in fisica: stereotipi e pregiudizi”

L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e il Consiglio Nazionale delle Ricerche bandiscono la seconda Edizione del Concorso “Donne e ricerca in fisica: stereotipi e pregiudizi”.

Il Concorso è bandito nell’ambito del Progetto europeo “GENERA – Gender Equality Network in the European Research Area” ed è riservato a studenti e studentesse degli Istituti Secondari di II grado (classi III, IV e V).

Iscrizione entro il 15 febbraio 2018

BANDO CONCORSO

Si desidera ringraziare tutti e tutte coloro che hanno partecipato alla scorsa edizione con passione e impegno.
Progetti vincitori Edizione Concorso A.S. 2016/2017

https://www.youtube.com/channel/UCxZx0CFc19g0HQqeQf2gIxg/videos?view=0&sort=dd&shelf_id=0

 

La valutazione deve essere equa. Chiediamo un confronto con MIUR e ANVUR

A conclusione del convegno che si è svolto nei giorni scorsi a Roma, l’Associazione Donne e Scienza e l’Osservatorio di Genere sull’Università e la Ricerca dell’Università degli Studi di Napoli Federico II hanno scritto una lettera alla Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio On. Maria Elena Boschi, alla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca On. Valeria Fedeli e alla Vice Ministro al Ministero dello sviluppo economico On. Teresa Bellanova. La richiesta è emersa chiara durante la  discussione: l’istituzione di un tavolo di lavoro con MIUR e ANVUR per rafforzare l’equità di genere nella valutazione della ricerca.

Malgrado i congedi familiari e per maternità siano regolati da decreti legislativi, ci sono infatti ancora molte ambiguità per quanto concerne l’accessibilità e la valutazione dei congedi. Nei bandi emanati dall’ANVUR e nei bandi di concorso accademici, l’impatto della maternità nelle carriere di ricerca è infatti ampiamente sottostimato. Il risultato è una penalizzazione delle interruzioni delle attività di ricerca: meccanismo che produce imparzialità di genere, mentre le indicazioni europee per la valutazione dell’attività di ricerca suggeriscono una considerazione realistica dell’impatto delle gravidanze e della cura di un bambino sulla produttività scientifica di una donna. I bandi ERC (European Research Council) prevedono, ad esempio, un allungamento dell’età accademica pari a 18 mesi per ciascun figlio, andando quindi ben oltre i 5 mesi di congedo obbligatorio per maternità.

Ecco dunque alcuni esempi concreti di intervento:
• la valutazione adeguata della maternità e dei congedi parentali;
• la formazione dei commissari e delle commissarie di concorso sulle questioni di genere nella ricerca e nell’accademia;
• l’introduzione nella valutazione degli Atenei, delle performance dei Dipartimenti e dei carichi istituzionali dei singoli ricercatori di indicatori relativi al tempo e all’impegno speso nell’attuazione di politiche/azioni per la gender equality (come programmi di mentoring, gender budgeting, Gender Equality Plan etc.).

Come associazione e gruppo di ricerca chiediamo quindi l’istituzione di un tavolo di lavoro che includa esponenti del MIUR, dell’ANVUR e rappresentanti dei CUG e dei principali stakeholder delle università e dei centri di ricerca italiani, per studiare e implementare delle misure concrete per introdurre una effettiva equità di genere nella valutazione della ricerca.

Leggi la lettera di Richiesta_tavolo_valutazione_genere

Convegno “Outsider within. Riflessioni su genere e scienza”

Martedì 12 dicembre 2017 Ore 9, Aula Caldora – Università della Calabria

In occasione dei suoi (primi) 20 anni, il Centro di Women’s Studies “Milly Villa” dell’Università della Calabria ha deciso di dedicare una giornata di riflessione al tema “Genere e scienza” .
In un mondo della ricerca scientifica in profonda trasformazione al suo interno e nei suoi rapporti con la società, la prospettiva di genere appare un aspetto fondamentale. Il convegno intende riflettere ad ampio spettro sulle tematiche relative ai processi di mutamento e alle persistenti discriminazioni di genere, ma anche sui presupposti di una scienza ‘neutra’ e sulle tensioni che intercorrono tra scienza, cultura e istanze sociali.
L’incontro sarà strutturato in due momenti: nelle sessioni mattutine gli interventi affronteranno le interconnessioni tra scienza e società, i cambiamenti strutturali nelle istituzioni scientifiche, le dinamiche di discriminazione di genere al loro interno. Nel pomeriggio il Convegno prosegue con una Tavola rotonda nella quale docenti e ricercatrici dell’Università della Calabria, dell’Università della Basilicata e del CNR condivideranno le loro esperienze.

Il Centro Interdisciplinare di Women’s Studies “Milly Villa”  è stato ufficialmente riconosciuto dall’Università della Calabria, il 18 marzo 1997 e inaugurato il 20 maggio 1997. Attualmente aderiscono al Centro 5 Dipartimenti dell’Università della Calabria: Scienze politiche e sociali, Studi Umanistici, Economia e statistica, Scienze aziendali e giuridiche, Fisica.  Il Centro nasce dalla volontà comune di molte donne che hanno lavorato e lavorano all’interno dell’università, in collaborazione con associazioni e singole persone esterne all’istituzione. Ha come obiettivi l’estensione e il rafforzamento dei Women’s e Gender Studies nelle strutture universitarie italiane, la costruzione di una dimensione europea di scambio e di ricerca, il radicamento nella situazione locale a livello didattico e formativo.

Vai alla pagina dell’Università della Calabria

 

Informatica e donne, un rapporto da coltivare

Siamo proprio sicuri che l’informatica sia sempre stata materia appannaggio degli uomini? Le storie di donne che qui raccontiamo – quelle di Ada Lovelace Byron, delle ragazze del frigorifero, e di Jean Sammet – vanno a confutare questa certezza: sono modelli a cui ispirarsi mentre il numero di ragazze che studiano informatica pare
essere in calo.

Un articolo a firma Chiara Bodei e Linda Pagli su Mondo Digitale, Rivista di cultura informatica edita da AICA, ripercorre la storia di alcune delle donne che hanno dato maggior contributo all’informatica, concludendo che non solo l’informatica abbia molto da offrire alle donne, ma che le donne stesse abbiano molto da dire e da regalare a questa scienza. Un campo che nessuno può abbandonare: le ricadute che la tecnologia ad essa connessa già ha e che sempre più acquisirà nei prossimi anni non è neutra e condizionerà grandemente la nostra vita. Gli algoritmi possono infatti incorporare più o meno inconsapevolmente discriminazioni rispetto al genere e alle minoranze.

Scarica MD72_01_L_informatica_non_e_un_paese_per_donne (1)