Disparità di genere nella selezione dei relatori ai convegni

Uno studio, pubblicato su PNAS, dimostra come nella selezione di relatori (e relatrici) agli incontri scientifici, gli uomini favoriscano gli uomini, mettendo ancora una volta in svantaggio le donne. Nei meeting, infatti, oltre a presentare le proprie ricerche a un pubblico interessato, si coltivano (anche in modo informale) collaborazioni, possibilità di carriera e conoscenze dirette che alla lunga incidono sulle selezioni e sui destini lavorativi.

In Australia e Germania finanziamenti dedicati alle ricercatrici

In Australia e in Germania si inizia a prendere sul serio la questione della disparità di genere in ambito scientifico, con offerte di finanziamenti dedicati alle sole ricercatrici. Pare ormai chiaro che azioni ‘laterali’ quali la presenza di asili nido, o di orari flessibili, non è sufficiente a superare la discriminazione (consapevole o no) che le donne subiscono durante tutta la carriera. Ecco quindi due iniziative istituzionali che da una parte faranno discutere, ma dall’altra faranno anche qualche differenza.

Articolo su The Scientist

Le donne più influenti della scienza del 2017 secondo Nature

Fra gli scienziati che hanno lasciato il segno durante lo scorso anno c’è Monica Branchesi, celebrata per il suo contributo al successo della collaborazione LIGO-VIRGO nella rilevazione di nuove onde gravitazionali provenienti dalla fusione di stelle di neutroni. Ma anche l’avvocato londinese Ann Olivarius, che anche quest’anno ha lavorato per portare alla luce gli abusi sessuali nel sistema universitario.

Tra i personaggi più influenti anche Jennifer Byrne, australiana che studia la genetica del cancro e che ha scovato centinaia di errori in paper pubblicati e ora ha realizzato un software per smascherare i manoscritti fraudolenti.

Fonte: Nature 10